6. La vasca, parte prima.

Venerdì. Ore 19:59 studio, 20:01 moto, 20:09 casa, 20:16 doccia, 20:20 specchio, 20:22 auto, 20:33 destinazione, 20:34 messaggino: “sono giù”.

Che facciamo?

Andiamo a cena in un locale dove fanno po’ di musica dal vivo, ti va?

E già qui ho commesso il primo errore, ho passato la palla all’avversario.

Se mi chiedi cosa mi va, allora devo dirti che ho voglia di fare un bagno caldo in una vasca col muschio selvaggio, tanti petali di rosa, luci ‘ambient’ e musica in sottofondo…

Quod erat demonstrandum.
Proviamo almeno a pareggiare.

Sono previsto anche io nella vasca?

Solo se porti il vino.

Se è per questo ti porto pure le rose. Quando lo facciamo?

Ma ora naturalmente.

Come ora? E dove le troviamo, a quest’ora, tutte queste cose? Chiamo un hotel e dico: buonasera, sono l’avvocato Majakovskij, avete una camera libera? Nel kit di cortesia c’è il muschio selvaggio? E i petali di rosa? C’è la vasca con le luci ‘ambient’? Non credi che dopo aver pronunciato quest’ultima parola mi mandino a soggiornare alla premiata pensione ‘mavaffanculova’?

Insomma Avvocato, non riesci a risolvere mai un problema, devo pensare a tutto io.

Cioè? Tu conosci un posto dove ci sono tutte queste belle cose, tutte insieme, e non dici nulla?!?

Certo che ce l’ho – io contrariamente a te ho sempre una soluzione – il posto è casa mia.

Ma mi pare tu non viva da sola.

A questo punto mi spiega che la madre la chiamano Tutankhamon, che prima di andare a dormire  si mette la tunica, si cala una dose massiccia di pillole sedative, recita due Padre nostro, quattro ave Osiride, si stende a braccia conserte, va in morte apparente alle otto della sera e resuscita dopo dodici ore esatte. Il padre, invece, in caso di terremoto della settima scala Richter si rigira solo di lato, per avere speranza di poterlo ridestare occorre una scossa del nono grado a salire. Aggiunge che è sordo come una campana incrinata e che dovrebbe prendere un appuntamento con se stesso e visitarsi, ma che non lo fa perché non va d’accordo caratterialmente con se stesso. Infine, anche se ci riuscisse, si dovrebbe prescrivere un apparecchio acustico grosso come un aereo di linea.

Non hai anche un fratello?

Il fratello, mi spiega, lavora al nord ed è un militare di carriera, fissato con l’addestramento e con le armi, una specie di Rambo, la Vendetta della Vendetta. Quand’era piccola le allontanava tutti gli spasimanti. Operava con tecniche da guerriglia, si nascondeva dietro un cespuglio e, quando stavano per dichiararsi, sbucava fuori in tuta mimetica, la faccia camuffata e il coltello in mano. Se ci fosse stato qualcuno col cronometro in mano a prendere il tempo, molti record mondiali sarebbero stati sbriciolati. Il fratello, a suo dire, non avrebbe mai scorticato vivo nessuno. Aggiunge, però, che ora che ci pensa non ha mai più rivisto (vivo) nessuno dei suoi pretendenti.

Quindi tuo fratello non è democratico?

No, credo che voti per quelli là…

Mi sono spiegato male, intendevo… con te è democratico…? Insomma, ecco, è geloso?

– Più che geloso è tormentato.

– E tu ora me lo dici??

– Senti, Avvocato, un uomo si misura dal suo coraggio, tu quanto ne hai?

– Vuoi una risposta così, su due piedi, senza prima permettermi di valutare i rischi, senza calcolare le variabili, senza sapere quanto è grosso, quanto è cattivo, quanto gli stanno antipatici gli avvocati…

Ed è in momenti come questi che le donne si giocano la matta.

Se per un bagno nella vasca con me, col muschio e le rose ti devi mettere a disegnare i grafici: BASTA, ACCOMPAGNAMI A CASA.

A questo punto metto in moto e mi incammino.

– Dove vai?

– A comprare il vino.

Giunti sull’uscio della porta di casa, mentre sta per inserire la chiave nella toppa, noto in lei un segno di un accesso di riso.
In quel momento, avrei dovuto cogliere il presagio della catastrofe che incombeva.

Pubblicato da 50 copechi

Le memorie e le riflessioni di chi si appassiona ancora a guardare il mondo

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