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16. Palomma ’e notte.

Passo a prenderla e nel tratto di strada da casa sua alla destinazione ci diciamo poco o nulla. Il suo saluto ha incassato un mugugno per risposta e ora agisce con circospezione. Ho prenotato un ristorante sulla collina di Posillipo. – Che posto romantico, c’è una vista meravigliosa – mi dice perdonando, molto femminilmente, ilContinua a leggere “16. Palomma ’e notte.”

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15. La statua

Estate: sole, mare e… imbianchini per casa. Qualche goccia mi ha segnato anche se non so come sia potuto succedere.Me ne accorgo in spiaggia, mentre sono steso al sole, e tocca scorticarmi per levarle. Una ne tolgo e un’altra ne appare, eppure mi sono guardato bene dall’avvicinarmi a secchi e pennelli. L’armadio della camera deiContinua a leggere “15. La statua”

14. Cuore di vetro.

In questa giornata di marzo, c’è un’aria fresca dai riflessi lucenti che accompagnano gli occhi lontano, fino dove arriva la curva dello spazio. Sono seduto ad un tavolo aspettando di parlare con un cliente che mi ha convocato lì, in questo posto sull’orlo del mare.Nel dubbio, leggero, su quali problemi possono esserci accanto a tantaContinua a leggere “14. Cuore di vetro.”

13. Ci Vediamo in tribunale

Compongo il numero di telefono e dall’altra parte una voce squillante mi annuncia che sono in linea con lo STUDIO LEGALE WC & PARTNERS e mi ripete una formula in uso alle centraliniste di certe compagnie di servizi: – Come posso esserle utile?A questo punto mi scapperebbe di segnalare un guasto sulla mia linea telefonica ma,Continua a leggere “13. Ci Vediamo in tribunale”

12. Abbracciami

Mi chiama la dottoressa e mi dice che vuole un appuntamento serio, alla qual cosa replico: – Non vorrai mica chiedere la mia mano?– Avvocato, dovresti saperlo che su questo argomento le donne in età da marito non tollerano ironia.L’appuntamento serio lo vuole presso il mio studio.Temevo (o speravo, non l’ho capito bene) che volesseContinua a leggere “12. Abbracciami”

11. La siringa.

Tre cuscini sostengono il mio ginocchio che è talmente gonfio che le sue fattezze si confondono con la coscia.Sento bussare alla porta e mia madre che parlottola all’ingresso con qualcuno.Entra in camera mia e mi annuncia una visita:– Vladimi’, ce sta una bella guagliona che ti è venuta a trovare, io me vulesse ffà ‘eContinua a leggere “11. La siringa.”

10. La partita

Il mercoledì, cascasse il mondo, si gioca il classico del calcetto, avvocati contro commercialisti.Il nostro Riccioli d’oro è infortunato e lo sostituisce in porta Bambino, il centrale di difesa è l’insormontabile Fierro, a centrocampo ricama Velluto e poi io che dovrei marcare le segnature.Il quinto componente della banda è ‘Sua immobilità’ la Balia. Una voltaContinua a leggere “10. La partita”

9. Oscàr.

Per strada mi sento chiamare con un esercizio retorico sconosciuto ai Napoletani, urlare a bassa voce.– Vladimiròò, Vladimiròòò…Mi giro e, nonostante gli anni passati, non faccio fatica a collegare la faccia al nome:– Oscàr, Mon ami! vous êtes de retour sur la terre napolitaine!E qui finiva il mio francese.Avevo messo insieme Guy de Maupassant eContinua a leggere “9. Oscàr.”

8. L’identikit.

-Vladimi’, che tieni a mammà? Nun saccio comme te veco, comme te siente?-Sto un poco raffreddato, ma sto meglio. – L’altra sera sì turnato una zuppa d’acqua…– Te l’ho detto, ho avuto una botta di calore e ho sudato, tutto qua…– E che hai sudato, acqua e sapone al muschio selvaggio? Tu te cride caContinua a leggere “8. L’identikit.”

7. La vasca, parte seconda

Dopo aver varcato l’ingresso, accende le luci illuminando la casa a mezzogiorno.Il gesto deciso mi rinfranca, da sostanza alla sua sicurezza.Si spalancano alla vista delle alte pareti bianche che reggono delle antiche e imponenti tele.Scuola napoletana?Non chiedo, non è il momento di approfondire.Proseguo, seguendola, lungo il corridoio che da solo è più grande di tuttaContinua a leggere “7. La vasca, parte seconda”

6. La vasca, parte prima.

Venerdì. Ore 19:59 studio, 20:01 moto, 20:09 casa, 20:16 doccia, 20:20 specchio, 20:22 auto, 20:33 destinazione, 20:34 messaggino: “sono giù”. – Che facciamo? – Andiamo a cena in un locale dove fanno po’ di musica dal vivo, ti va? E già qui ho commesso il primo errore, ho passato la palla all’avversario. – Se miContinua a leggere “6. La vasca, parte prima.”

5. Le zendraglie.

«Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile,prendilo come un segno che non hai capitoné la teoria né il problema che si intendeva risolvere».(Karl Popper, Conoscenza oggettiva: un punto di vista evoluzionistico)  Mi chiama il Cavaliere Scuro e mi comunica che l’appuntamento con Vulcano è sotto la statua di Salvo D’acquisto. Gli avvocati in Italia sono sotto scacco. SembraContinua a leggere “5. Le zendraglie.”

4. La dottoressa V.

Un messaggino della dottoressa V. mi avvisa che ha un impedimento di lavoro e che non può, purtroppo, prendere il caffè con me all’ora concordata.Fa nulla – le rispondo – sarà per un’altra volta. E a pungere non è l’orgoglio ferito ma l’otite che si risveglia; il mio fisico reagisce a tema.Per fortuna a cancellare l’amarezza interviene unContinua a leggere “4. La dottoressa V.”

3. Il muro.

Wahnsinnige Nacht Da qualche giorno mio padre vive incollato alla radio, i muscoli del volto scandiscono le parole pronunciate dallo speaker.Con la mente segue il rigo di quel che vuol sentirsi dire, della notizia attesa, scandita come conviene.  I pensieri nella sua testa viaggiano più veloci delle azioni.Mi chiede se posso accompagnarlo domani.Gli dico, scherzando, che l’accompagno finoContinua a leggere “3. Il muro.”

2. L’otite.

Ho un dolore vivo all’orecchio, colpa dello scooter, mi ripeto.“Ho un dolore all’orecchio”.“Colpa dello scooter!” mi dice mia madre “Devi farti visitare dal dottor V., dicono doni i sensi pure alle campane”.Le dico di farmi fissare un appuntamento per il mercoledì, martedì ho una causa importante e non posso permettermi un dottore che mi dica di rinunciareContinua a leggere “2. L’otite.”

1. Vladimiro Majakovskij

“Ma voi potreste eseguire un notturno su un flauto di grondaie?” L’aria oggi mi pare pesante, calca il mio corpo come una ruota.Mio padre mi saluta ogni mattina con lo stesso augurio: – Che oggi sia un altro giorno in cui il tuo nome possa ricordare un’antica fierezza.Fierezza, orgoglio e dignità; tutto in un nome,Continua a leggere “1. Vladimiro Majakovskij”