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14. Cuore di vetro.

In questa giornata di marzo, c’è un’aria fresca dai riflessi lucenti che accompagnano gli occhi lontano, fino dove arriva la curva dello spazio. Sono seduto ad un tavolo aspettando di parlare con un cliente che mi ha convocato lì, in questo posto sull’orlo del mare.Nel dubbio, leggero, su quali problemi possono esserci accanto a tantaContinua a leggere “14. Cuore di vetro.”

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13. Ci Vediamo in tribunale

Compongo il numero di telefono e dall’altra parte una voce squillante mi annuncia che sono in linea con lo STUDIO LEGALE WC & PARTNERS e mi ripete una formula in uso alle centraliniste di certe compagnie di servizi: – Come posso esserle utile?A questo punto mi scapperebbe di segnalare un guasto sulla mia linea telefonica ma,Continua a leggere “13. Ci Vediamo in tribunale”

12. Abbracciami

Mi chiama la dottoressa e mi dice che vuole un appuntamento serio, alla qual cosa replico: – Non vorrai mica chiedere la mia mano?– Avvocato, dovresti saperlo che su questo argomento le donne in età da marito non tollerano ironia.L’appuntamento serio lo vuole presso il mio studio.Temevo (o speravo, non l’ho capito bene) che volesseContinua a leggere “12. Abbracciami”

11. La siringa.

Tre cuscini sostengono il mio ginocchio che è talmente gonfio che le sue fattezze si confondono con la coscia.Sento bussare alla porta e mia madre che parlottola all’ingresso con qualcuno.Entra in camera mia e mi annuncia una visita:– Vladimi’, ce sta una bella guagliona che ti è venuta a trovare, io me vulesse ffà ‘eContinua a leggere “11. La siringa.”

10. La partita

Il mercoledì, cascasse il mondo, si gioca il classico del calcetto, avvocati contro commercialisti.Il nostro Riccioli d’oro è infortunato e lo sostituisce in porta Bambino, il centrale di difesa è l’insormontabile Fierro, a centrocampo ricama Velluto e poi io che dovrei marcare le segnature.Il quinto componente della banda è ‘Sua immobilità’ la Balia. Una voltaContinua a leggere “10. La partita”

9. Oscàr.

Per strada mi sento chiamare con un esercizio retorico sconosciuto ai Napoletani, urlare a bassa voce.– Vladimiròò, Vladimiròòò…Mi giro e, nonostante gli anni passati, non faccio fatica a collegare la faccia al nome:– Oscàr, Mon ami! vous êtes de retour sur la terre napolitaine!E qui finiva il mio francese.Avevo messo insieme Guy de Maupassant eContinua a leggere “9. Oscàr.”

6. La vasca, parte prima.

Venerdì. Ore 19:59 studio, 20:01 moto, 20:09 casa, 20:16 doccia, 20:20 specchio, 20:22 auto, 20:33 destinazione, 20:34 messaggino: “sono giù”. – Che facciamo? – Andiamo a cena in un locale dove fanno po’ di musica dal vivo, ti va? E già qui ho commesso il primo errore, ho passato la palla all’avversario. – Se miContinua a leggere “6. La vasca, parte prima.”

4. La dottoressa V.

Un messaggino della dottoressa V. mi avvisa che ha un impedimento di lavoro e che non può, purtroppo, prendere il caffè con me all’ora concordata.Fa nulla – le rispondo – sarà per un’altra volta. E a pungere non è l’orgoglio ferito ma l’otite che si risveglia; il mio fisico reagisce a tema.Per fortuna a cancellare l’amarezza interviene unContinua a leggere “4. La dottoressa V.”