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14. Cuore di vetro.

In questa giornata di marzo, c’è un’aria fresca dai riflessi lucenti che accompagnano gli occhi lontano, fino dove arriva la curva dello spazio. Sono seduto ad un tavolo aspettando di parlare con un cliente che mi ha convocato lì, in questo posto sull’orlo del mare.Nel dubbio, leggero, su quali problemi possono esserci accanto a tantaContinua a leggere “14. Cuore di vetro.”

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12. Abbracciami

Mi chiama la dottoressa e mi dice che vuole un appuntamento serio, alla qual cosa replico: – Non vorrai mica chiedere la mia mano?– Avvocato, dovresti saperlo che su questo argomento le donne in età da marito non tollerano ironia.L’appuntamento serio lo vuole presso il mio studio.Temevo (o speravo, non l’ho capito bene) che volesseContinua a leggere “12. Abbracciami”

8. L’identikit.

-Vladimi’, che tieni a mammà? Nun saccio comme te veco, comme te siente?-Sto un poco raffreddato, ma sto meglio. – L’altra sera sì turnato una zuppa d’acqua…– Te l’ho detto, ho avuto una botta di calore e ho sudato, tutto qua…– E che hai sudato, acqua e sapone al muschio selvaggio? Tu te cride caContinua a leggere “8. L’identikit.”

7. La vasca, parte seconda

Dopo aver varcato l’ingresso, accende le luci illuminando la casa a mezzogiorno.Il gesto deciso mi rinfranca, da sostanza alla sua sicurezza.Si spalancano alla vista delle alte pareti bianche che reggono delle antiche e imponenti tele.Scuola napoletana?Non chiedo, non è il momento di approfondire.Proseguo, seguendola, lungo il corridoio che da solo è più grande di tuttaContinua a leggere “7. La vasca, parte seconda”

5. Le zendraglie.

«Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile,prendilo come un segno che non hai capitoné la teoria né il problema che si intendeva risolvere».(Karl Popper, Conoscenza oggettiva: un punto di vista evoluzionistico)  Mi chiama il Cavaliere Scuro e mi comunica che l’appuntamento con Vulcano è sotto la statua di Salvo D’acquisto. Gli avvocati in Italia sono sotto scacco. SembraContinua a leggere “5. Le zendraglie.”

3. Il muro.

Wahnsinnige Nacht Da qualche giorno mio padre vive incollato alla radio, i muscoli del volto scandiscono le parole pronunciate dallo speaker.Con la mente segue il rigo di quel che vuol sentirsi dire, della notizia attesa, scandita come conviene.  I pensieri nella sua testa viaggiano più veloci delle azioni.Mi chiede se posso accompagnarlo domani.Gli dico, scherzando, che l’accompagno finoContinua a leggere “3. Il muro.”